Chiesa di San Matteo al Cassaro

È un mirabile esempio del Barocco palermitano, la cui poderosa facciata costeggia una delle vie più importanti ed antiche della città, corso Vittorio Emanuele, noto anche come Cassaro dalla parola araba “Al Qasr”, La fortificata.

La prima chiesa dedicata a San Matteo fondata in epoca normanna, era ubicata sul lato opposto della strada ed annessa ad un convento basiliano.

L’attuale edificio venne fondato nel 1632 dall’Unione dei Miserenimi, guidata dalla figura del pio Fra’ Leonardo Galici, terziario dell’Ordine dei Minori Osservanti, che dedicava il suo tempo alla carità verso le anime purganti.

La Chiesa di San Matteo e San Mattia venne infine consacrata nel 1647 e divenne subito nota per il fatto che all’interno di essa si celebravano più di cento messe al giorno sui numerosi altari delle cappelle laterali, in suffragio delle anime purganti.

La facciata, opera di Gaspare Guercio e Carlo D’Aprile, datata 1662 è caratterizzata da voluminose volute distribuite su due dei tre ordini. Sul primo ordine, al di sopra del portale d’ingresso la figura dell’Immacolata, sul secondo, in asse con i portali laterali le figure marmoree di San Matteo e San Mattia. Sull’ultimo ordine loggiato due figure di anime purganti.

L’edificio a croce latina, lungo 35 metri e largo 18 metri, diviso in tre navate da sette colonne di pietra grigia in stile dorico che sorreggono archi a tutto sesto, segue il progetto dell’architetto Mariano Smiriglio. Ma è nel XVIII secolo che l’interno della Chiesa venne abbellito con l’apparato decorativo che oggi possiamo ammirare, su progetto di Francesco Ferrigno. Tarsie marmoree rivestono interamente le pareti dell’edificio. Quattro cappelle per lato si aprono sulle navate laterali ed ospitano pregevoli tele. Iniziando il percorso dal lato destro:

  • Immacolata, Santi e la Città di Palermo di Rosalia Novelli (XVII sec.)

  • San Francesco di Paola di Ignoto (XVIII sec.)

  • Annunciazione di scuola di Pietro Novelli (XVII sec.)

  • Presentazione di Gesù al Tempio di Pietro Novelli (XVII sec.)

  • Madonna del Rosario e domenicani di Filippo Paladini (1676)

  • Crocifisso reliquiario del XVII sec.

Quattro pilastri sorreggono un’elegante cupola affrescata da Vito D’Anna sul tema del Trionfo di Maria. Ai quattro cantoni angolari dei pilastri sono collocate le quattro Virtù a cui il popolo dei credenti deve aspirare. La Fede e la Giustizia, opere di Giacomo Serpotta, la Carità e la Speranza, opere di Bartolomeo Sanseverino.

Sull’altare maggiore rivestito da agate e lapislazzuli, notevole opera di maestranze locali del 1798, è collocato un dipinto del 1796 di Giuseppe Testa raffigurante Cristo che si offre al Padre per la salvezza delle anime, completato dal tema della gioia delle Anime che raggiungono il Paradiso affrescato sulla volta del presbiterio dalla mano di Vito D’Anna.

Continuando il percorso altre interessanti opere arricchiscono gli altari laterali della navata sinistra. Iniziando dal braccio sinistro del transetto:

  • La Messa di S. Gregorio di Leonardo Balsano (1615)

  • SS. Matteo e Mattia di Antonio Manno (1788)

  • Sposalizio della Vergine di Pietro Novelli (1647)

  • Madonna con il Bambino di Scuola gaginesca (metà XVI sec.)

  • Sacra Famiglia di Giuseppe Testa (1796)

  • Angelo Custode di Ignoto (XVII sec.)

La volta centrale fu affrescata da Vito D’Anna sul tema dell’Apoteosi dei Santi titolari e della liberazione delle Anime purganti. Al di sopra del portale d’ingresso un rilievo in stucco di Giacomo Serpotta del 1729, ribadisce con estrema grazia il tema della liberazione delle Anime purganti che volgono il loro sguardo verso il Cristo salvifico, mentre un Angelo pone in una cassetta l’obolo della carità raccolto tra i fedeli.

Curiosità:

Al di sotto della navata sinistra si sviluppano gli spazi della cripta dove trovarono sepoltura i Confrati dell’Unione dei Miserenimi, fra i quali si annoverano le insigni personalità di Giacomo Serpotta e Vito D’Anna che contribuirono profondamente alla bellezza della Chiesa.

Fra gli armadi lignei della Sacrestia elegantemente affrescata, un genuflessorio maschera una porta che nasconde il leggendario accesso dei Beati Paoli descritto da Luigi Natoli.

Orari di visita:
Tutti i giorni 10.00/18.00
Domenica 13.00/18.00

Sede:
Corso Vittorio Emanuele, 90133 Palermo

Costo:
Intero: € 2,50 ridotto: € 1,50*

* Ridotto per i gruppi da 10 persone e per i possessori di un biglietto del Circuito del Sacro